Traduzione in inglese

Negli ultimi tempi sono stato impegnato in un nuovo progetto: la traduzione in inglese del mio racconto L’isola del male.

E’ stato un lavoro più difficile del previsto. Tradurre in inglese un proprio testo non è semplicemente riscriverlo parola per parola, ma alcuni passaggi vanno proprio ripensati e ristrutturati. Per non parlare poi degli adeguamenti culturali (il grado di Tenente di Vascello esiste solo nella Marina Italiana, non nelle altre).

Dopo circa un mesetto scarso sono riuscito a finire l’impresa, ma sapevo che se volevo essere competitivo sul mercato dovevo far sistemare la mia traduzione da qualcuno. Nessuno legge un libro tradotto male e, qualora questo dovesse capitare, il click su una stella su Amazon parte spontaneo. Per questo ho aperto un account su Freelancer.com e ho ingaggiato un’editor madrelingua (l’apostrofo non è a caso) che revisionasse quanto ho scritto. Si, perché l’editing serve anche dopo la traduzione, sia per correggere eventuali sviste che per adeguare intere forme grammaticali tipiche del mondo anglosassone e sconosciute a noi del Bel Paese. Chi mi conosce sa che non ho paura della figura dell’editor, anzi la sfrutto per dare valore aggiunto al mio lavoro.

Alla fine è venuto fuori un racconto molto bello, snello, che mantiene le atmosfere dell’originale in italiano immergendosi al contempo nella cultura anglosassone. In definitiva, sono proprio soddisfatto.

Per la c0pertina ho chiesto ad Andrea Messi di usare la stessa dell’edizione italiana, cambiando solo il titolo. Quella copertina è sensazionale e non ci avrei mai rinunciato per nulla al mondo!

Adesso attendo la copia cartacea di prova da Createspace e poi lo pubblicherò sia in ebook che in cartaceo. Il titolo? The Island of Evil, naturalmente!


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