Agenzie letterarie. C’è da fidarsi?

A volte si sente dire che il miglior modo per un esordiente di farsi notare dagli editori “grandi” è affidarsi a un’agenzia letteraria. È veramente così oppure bisogna fare le opportune distinzioni?

Un’agenzia letteraria è una società che rappresenta un autore presso gli editori, proponendo a questi ultimi la pubblicazione dei suoi manoscritti. In pratica, se scriviamo qualcosa, non dobbiamo cercarci un editore da noi, poiché ci pensa l’agente a trovarne uno che ci pubblichi. Il rapporto tra l’autore è l’agente è regolamentato mediante un contratto di rappresentanza. Per il suo lavoro, l’agente percepisce una percentuale sulle royalty che l’autore riceverà una volta pubblicato il suo testo. Ricordiamoci però una cosa importante: l’agenzia rappresenta l’autore, non la singola opera.

In generale, farsi rappresentare da un agente è una buona cosa, poiché i grandi gruppi editoriali vedono con occhio migliore un libro che viene loro proposto da un agente rispetto allo stesso libro proposto direttamente dall’autore, magari esordiente. Per essere rappresentati da un agente bisogna inviargli il nostro manoscritto e superare una valutazione non molto diversa da quella svolge un editore, pertanto una casa editrice che riceve un manoscritto da un agente si sente più tranquilla nel valutarlo, poiché assume che l’agente abbia già fatto una prima selezione. Inoltre, editori che lavorano da anni con gli stessi agenti saranno più propensi ad accettare le loro proposte rispetto a quelle dirette di autori esordienti che, chiaramente, comportano un rischio editoriale maggiore.

Per gli autori esordienti trovare un agente disposto a rappresentarli può quindi essere una buona possibilità per farsi pubblicare da editori altrimenti difficili (ma non impossibili) da raggiungere. Ma come fare a distinguere una buona agenzia da una dalla quale è meglio stare alla larga?

Partiamo da un presupposto semplice: l’agente letterario deve rappresentare l’autore e non dovrebbe fornire altro servizio che questo. Spesso ci si imbatte in siti di agenzie che propongono servizi quali l’editing o la correzione di bozze, interamente a carico dell’autore. Non è raro che un’agenzia scriva “se verrà ritenuto necessario, proporremo all’autore un editing del testo a sue spese”. Non essendo chiari i confini di quel “necessario” e considerando che qualsiasi manoscritto ha bisogno di un minimo di revisione, accadrà spesso che l’agenzia ci proporrà questo lavoro di editing, che dovremo pagare di tasca nostra. A questo punto, diventerà molto difficile capire se l’agente cercherà davvero un editore per noi o se si accontenterà dei guadagni percepiti con l’editing. Il risultato è che rimarremo incastrati in un contratto da quale non trarremo alcun beneficio. In questi casi, la regola che mi pongo di solito è quindi di evitare gli agenti che forniscono esplicitamente servizi di editing a spese dell’autore. Si può fare un’eccezione per agenti rinomati che chiedono cifre relativamente basse (per esempio una quota fissa, indipendentemente dalla lunghezza reale del libro), ma in generale è meglio diffidare.

Un’altra cosa che distingue un buon agente da uno da evitare è il compenso per la lettura del nostro manoscritto. Alcuni agenti si fanno rimborsare dall’autore delle spese cosiddette di “segreteria”, ma si tratta in pratica di un modo per guadagnare qualcosa dal tempo che impiegano nella lettura di ciò che inviamo loro. In generale, un buon agente non vi chiede mai soldi per leggere il vostro lavoro, ma sinceramente non me la sento di criticare chi lo fa. A volte, per motivi organizzativi, un’agenzia si avvale di lettori esterni a essa, i quali vogliono giustamente essere pagati per il loro tempo. Ecco perché spesso gli agenti chiedono qualcosa in cambio della lettura dei manoscritti. La mia opinione a riguardo è che, se la cifra che chiedono è non eccessiva (per esempio, inferiore ai 200 €) ci si può fidare, altrimenti è meglio evitare. Poi è chiaro che ci sono le eccezioni. Ho letto di agenzie grandi e prestigiose che chiedono più di 400 € per leggere un manoscritto. Anche se si tratta di agenti rinomati, è una spesa che non tutti possono permettersi di compiere. In questi casi, meglio rivolgersi ad agenti che chiedono meno oppure non chiedono nulla.

Infine, date sempre un’occhiata, sul sito dell’agente, agli autori che rappresenta e ai generi che scrivono. Importantissimo, esaminate con cura anche gli editori con cui l’agente fa pubblicare i suoi autori. Se un agente si concentra su case editrici medio-piccole, lasciate perdere. Questi editori li potete raggiungere da soli. Se invece lavora con grandi editori che pubblicano libri del genere che scrivete anche voi, allora potete provare a contattarlo. Come per ogni realtà professionale, il portfolio di un’agenzia è il suo miglior biglietto da visita.

Per concludere, la regola d’oro è che l’agente fa un investimento sull’autore che rappresenta e le sue uniche entrate economiche dovrebbero essere determinate solo da una percentuale sulle royalty percepite dall’autore. Chi vi chiede altri soldi o propone servizi che sarebbe difficile rifiutare e che dovrete pagare di tasca vostra, forse non ha molta voglia di rappresentarvi davvero, ma solo di speculare su quei servizi.


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2 Commenti

  1. Non Cogito, Ego Sum

    Mi è piaciuto. Pochi fronzoli, informazioni utili.

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    1. Gianluca (Autore Post)

      Grazie mille! Lieto che ti sia piaciuto!

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