Come presentare un manoscritto a una casa editrice

Dopo anni trascorsi a inviare manoscritti agli editori, ho deciso di dare una mano a chi, come me, ha intenzione di proporre un proprio testo per la pubblicazione. Di seguito quindi una breve guida su come presentare il proprio lavoro a un editore.

Prima di tutto capiamo che cosa stiamo per fare. Stiamo per inviare a un editore un lavoro scritto da noi. Ciò significa che stiamo per proporre un nostro prodotto a un imprenditore che deve stabilire se convenga investirci sopra oppure no. Perché bisogna ricordare sempe che l’editore non è un’agenzia che ci fornisce un servizio, bensì è un’impresa e come tale deve fare delle scelte e delle valutazioni sul rischio di ogni investimento.

In secondo luogo, la parola manoscritto, nonostante sia ormai d’uso comune nel linguaggio editoriale, può essere in realtà fuorviante. Quando decidete di inviare un testo a un editore, questo non deve mai essere scritto a mano. Qualsiasi cosa inviate a chiunque dev’essere sempre scritta al computer. Nessun editore accetterà mai anche solo di iniziare a leggere un testo scritto a mano, per quanto bella e leggibile possa essere la grafia con cui è scritto. La regola principale è quindi: scrivere al computer.

Ormai tutti (o quasi) hanno un sito web. Da qualche tempo a questa parte molti editori pubblicano sul loro sito le direttive che gli autori devono seguire per poter inviare i loro manoscritti. Basta cercare, nella home page della casa editrice, un link del tipo “Invio manoscritti” o semplicemente nella sezione “Contatti”. Ci tengo a precisare che è di fondamentale importanza attenersi scrupolosamente a queste direttive. Per nessuna ragione al mondo bisogna ritenere di essere al di sopra di queste regole. Una tale presunzione potrebbe costarci l’opportunità che il nostro lavoro venga letto dall’editore al quale lo stiamo inviando.

Tipicamente queste regole riguardano l’impaginazione o, in molti casi, il contenuto stesso del materiale da inviare. A volte gli editori non gradiscono l’opera completa, preferendo invece una sinossi che dia loro un’idea del lavoro complessivo. A valle della valutazione della sinossi, si riservano la possibilità di contattare l’autore e di chiedergli di inviare il lavoro completo. Altri editori invece non hanno problemi a leggere l’opera completa. I dettagli di queste scelte sono sempre riportati sul sito della casa editrice.

Vediamo adesso alcune regole generali da seguire nei vari casi.

Impaginazione

A meno che l’editore non specifichi esplicitamente le sue preferenze, il mio consiglio generale sull’impaginazione è il seguente: carattere Times New Roman grandezza 14 con paragrafi giustificati, interlinea 1,5 righe senza spaziatura tra i paragrafi e con rientro di 0,5 cm della prima riga di ogni paragrafo. Il titolo di ogni sezione sempre in Times New Roman però a grandezza 18 e (opzionalmente) grassetto. Non c’è una regola generale, ma il formato 14 e l’interlinea 1,5 consentono una maggiore fluidità nella lettura. Sui margini della pagina non fasciatevi troppo la testa. Quelli predefiniti del vostro programma di videoscrittura dovrebbero andare già bene.

Se l’editore preferisce ricevere la vostra opera in forma cartacea, evitate assolutamente i fogli liberi. Ogni foglio va numerato, evitate la stampa fronte-retro e, soprattutto, recatevi in una copisteria e fate rilegare il vostro manoscritto. Non c’è bisogno della brossura professionale, basta una semplice spirale di plastica per tenere insieme i fogli e garantire un’immagine professionale del lavoro e, soprattutto, vostra. Se optate per questa formula, aumentate di 1 centimetro il margine sinistro della pagina, così da lasciare spazio sufficiente alla rilegatura.

Se invece l’editore vuole ricevere il materiale in formato elettronico, attenetevi alle direttive specificate sul sito in merito al formato dei file da inviare. Tipicamente saranno file di Microsoft Word (quindi DOC o DOCX). Le regole sull’impaginazione che vi ho detto prima continuano a essere valide, salvo diversa indicazione da parte dell’editore.

La sinossi

Come ho già scritto, molti editori preferiscono ricevere la sinossi di un’opera prima dell’opera stessa. La sinossi è il riassunto della trama del vostro libro. Non dev’essere troppo lunga, né deve essere eccessivamente sintetica. Soprattutto, dovete attenervi ai limiti di lunghezza che l’editore vi impone sul suo sito. Se non ci sono limiti espliciti, tenetevi sempre sotto le due-tre pagine che ottenete impaginando il testo come vi ho spiegato prima.

Nella sinossi dovete spiegare la trama del vostro lavoro in maniera sintetica ma comunque esaustiva, omettendo le parti secondarie e concentrandovi sul nucleo della storia. Raccontate lo svolgimento degli eventi e il comportamento dei personaggi in maniera descrittiva, senza essere necessariamente troppo narrativi. La sinossi non è un testo creativo, bensì una sintesi tecnica di un lavoro più complesso. Soprattutto, non commettete l’errore di non scrivere il finale sperando di suscitare una qualche forma di suspense nell’editore. Questo è un errore gravissimo da evitare assolutamente. L’editore, leggendo la sinossi, deve avere una fotografia sintetica della storia, dall’inizio alla fine. Ricordiamoci che questo documento viene chiesto dall’editore perché desidera avere una visione d’insieme della storia prima di leggerla nel dettaglio. Si tratta quindi di una sorta di biglietto da visita del nostro lavoro, pertanto va curato in maniera scrupolosa e professionale.

Note bio-bibliografiche

Spesso l’editore vuole sapere chi siete e chiederà, sul suo sito, di inviarvi una nota bio-bibliografica. In generale è meglio che voi lo facciate a prescindere, anche se non esplicitamente richiesto. Denota sicuramente professionalità e trasparenza. Per quanto riguarda questo documento, siate onesti e stringati. Non c’è bisogno che elenchiate tutti i romanzi della vostra libreria che hanno condizionato il vostro stile, basta semplicemente che specifichiate i vostri interessi letterari e il genere che vi piace scrivere. Come biografia inserite alcune tappe fondamentali della vostra vita, senza dilungarvi troppo. In generale va bene inserire il luogo di nascita, l’anno e qualche considerazione su dove vivete e che lavoro svolgete abitualmente. Questo è sufficiente a inquadrarvi preliminarmente, non serve molto altro. Per quanto riguarda la bibliografia, elencate tutte le vostre (eventuali) pubblicazioni, specificando il tipo (racconto, romanzo etc.) e anche se avete vinto o siete arrivati in finale a dei concorsi letterari. Se avete partecipato ma non siete mai neanche arrivati in finale, evitate di riportarlo. Se siete esordienti totali e non avete mai pubblicato nulla, non fatevi problemi ad ammetterlo. Più sarete sinceri e trasparenti e più l’editore sarà disposto a lavorare con voi.

Contatti

I vostri contatti devono essere sempre presenti in ogni documento voi inviate. In generale è sufficiente riportare l’indirizzo e-mail all’inizio di qualsiasi documento, ma almeno in uno di questi (preferibilmente la biografia e la prima di copertina del testo completo) sarebbe opportuno inserire i vostri recapiti fisici (indirizzo di domicilio e, facoltativamente, un numero di telefono). Non bisogna correre il rischio che l’editore voglia contattarvi e non abbia la possibilità di farlo perché ha accidentalmente perso l’unico foglio nel quale avevate scritto i vostri recapiti.

Queste, quindi, sono alcune regole che ho applicato in passato per proporre i miei lavori agli editori. Ricordatevi sempre che attenersi alle linee guida espresse da un editore è già un buon biglietto da visita. Chi fa di testa propria non fa mai una buona figura.


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29 Commenti

  1. Itala pardo

    Grazie mille.
    tutto chiaro anche per un neofita.

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    1. Gianluca (Autore Post)

      Grazie a te!

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  2. Giada

    Grazie per il tuo prezioso aiuto!

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    1. Gianluca (Autore Post)

      Figurati! Grazie a te per il commento!

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  3. Manrico

    Nell’ invio di un romanzo o di un racconto ad un editor come si riesce ad evitare l’ eventuale copiatura? Per un esordiente come si salvaguardia il copyright?

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    1. Gianluca (Autore Post)

      Ciao! Puoi salvaguardare il copyright mediante la Posta Elettronica Certificata (PEC), che certifica il possesso del tuo file a una certa ora e a una certa data.

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  4. Vincenza

    Ma il manoscritto deve obbligatoriamente consistere in un saggio, una riflessione filosofica, una traduzione di un classico o può anche essere un romanzo che ho scritto io?

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    1. Gianluca (Autore Post)

      Ciao! Può essere qualsiasi cosa, quindi anche un romanzo.

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  5. Andra

    Ciao Gianluca ma senti una cosa.. Avrei scritto un ‘autobiografia ma l ho stampata due volte e due volte molte parole vengono scritte insieme! Nonostante l abbia corretto! E un difetto di Microsoft?

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    1. Gianluca (Autore Post)

      Potrebbe essere un difetto di word, non è improbabile.

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  6. sunny

    Ciao Gianluca, trovo il tuo blog davvero utilissimo e chiaro. Sono una giovane scrittrice emergente. Sto terminando il mio primo romanzo con il presupposto di inviarlo ad un concorso letterario a delle case editrici. Ho alcune domande, spero non ti tedi rispondere.
    Nella stesura del racconto quando cambio capitolo devo cambiare pagina, o è una cosa a cui si penserà nel momento in cui verrà stampato?
    La nota Bio-bibliografica va inserita nello stesso documento del racconto ( se sì, all’inizio o alla fine?), o si crea un documento a parte, come per la sinossi, quindi libera per poter essere inviata singolarmente?
    Stessa domanda per i contatti, dove è più corretto e professionale inserirli?
    Ho modo di poter stampare il manoscritto in più copie da casa, rilegarlo con una bacchetta rigida, anziché con la spirale, lascia un’immagine poco professionale?
    Ti ringrazio a prescindere e ti mando un caro saluto!
    Sunny

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    1. Gianluca (Autore Post)

      Ciao! Allora, puoi cambiare pagina a ogni capitolo, senza problemi. La nota bio bibliografica può essere messa in un documento a parte e in calce a essa puoi mettere i contatti. La bacchetta rigida tende ad aprirsi e a cedere, quindi ti suggerirei sempre la spirale di plastica. Ciao e tanti auguri per il tuo romanzo!

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      1. sunny

        Grazie mille carissimo Gianluca.Seguirò i tuoi consigli! Ti chiedo un parere: partecipando ad un concorso, come potrai ben immaginare, sono richiesti dei caratteri minimi e massimi. In questo concorso, quello Rai, il massimo numero di caratteri è di 300.000, il mio romanzo è di circa 307.000, temo di essere scartata per questo, ma tagliare delle parti significa comprometterlo. Secondo te è un numero che potrebbe rientrare nella tolleranza, oppure no?
        Perdonami se ti tedio.
        Buon lavoro!
        Sunny

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        1. Gianluca (Autore Post)

          Ciao! Personalmente ti direi di provare a smussare quei 7.000 caratteri di troppo. So che è difficile, ma il rimorso di non averci provato è ancora più difficile da sopportare, secondo me. In bocca al lupo!

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          1. sunny

            come credevo! Taglio e via! Grazie infinite per tutto!

  7. Ivo

    Carissimo Gianluca,
    Anziché il testo completo o la sinossi, sarebbe indicato mandare un anteprima all’editore? Le prime venti, trenta pagine tipo… Grazie tante

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    1. Gianluca (Autore Post)

      Ciao! Dipende da ciò che l’editore riporta sul suo sito. Di solito sono preferite la sinossi e l’opera completa, ma a volte l’editore può riportare specifiche differenti.

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      1. sunny

        Grazie ancora!

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  8. sunny

    Ciao Gianluca,
    perdona se ti scrivo ancora, ma avrei un forte dubbio su un punto del tuo articolo: la differenza tra lettera di presentazione e nota bio-bibliografica. Sono la stessa cosa, non credo, o si differenziano? Quando si invia una nota bio-bibliografica bisogna indirizzarla alla casa editrice specifica a cui si invia, e salutare alla fine? Scrivere anche perchè il romanzo pensiamo abbia le carte giuste per essere pubblicato, o citare l’intento della buona riuscita, che ovviamente rimane da giudicare all’editore…. Insomma, sono piuttosto confusa e in rete non c’è niente di chiaro. Non vorrei scrivere una cosa che sia un grande minestrone. Infine, nel caso in cui si mandi la copia cartacea del manoscritto, la sinossi e la bio-bibliografia/ lettera di presentazione, vanno rilegate con il manoscritto come prime pagine?
    Ti ringrazio tanto in anticipo,
    Sunny

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    1. Gianluca (Autore Post)

      Ciao! La nota biobibliografica non è la lettera di presentazione, semmai può essere un suo allegato. In essa parli solo di te e di ciò che hai scritto. Tutto il resto va bella lettera di presentazione (quando prevista dall’editore).

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  9. Tania

    Salve, potresti dare gli indirizzi di case editrici serie, a cui poter inviare dei manoscritti?

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    1. Manuela

      Salve io ho scritto un racconto e un manoscritto. Volevo inviarlo a qualche casa editrice. Potresti darmi qualche suggerimento? E poi volevo chiederti in quanto ho già la copertina, allego anche quelle?

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      1. Gianluca (Autore Post)

        Ciao Manuela, sicuramente è importante scrivere una sinossi corta e incisiva. Nessuna copertina, agli editori non serve per valutare gli esordienti. Ciao!

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  10. giuseppe

    Ciao Gianluca, sono uno scrittore esordiente, ed avrei davvero bisogno di alcuni chiarimenti prima di mandare il mio manoscritto.
    Hai specificato i requisiti per una corretta impaginazione, ma non ho ben capito se il formato deve essere fatto su A4 o A5.
    Nel caso in cui un editore volesse il mio manoscritto sotto forma di file, devo creare un unico file word (nel mio caso) oppure posso inviare i file di ogni capitolo (metodo che ho usato io per scrivere il libro).

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    1. Gianluca (Autore Post)

      Ciao, il formato di stampa di solito è A4 e il file dev’essere sempre unico.

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  11. nicola

    ciao
    io volevo chiedere, circa l’invio all’editore, se secondo te sia sensato mandare contemporaneamente il proprio elaborato a più destinatari o se sia meglio inviarlo ad un solo editore per volta ed attendere eventuale riscontro prima di provarne un’altro.

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    1. Gianluca (Autore Post)

      Ciao! È corretto inviare il manoscritto a più editori. Se accetti un contratto di pubblicazione, è cortesia avvisare gli altri editori a cui hai inviato il manoscritto, così non perdono tempo a valutarlo.

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  12. Luciana Barucchelli

    Ciao Gianluca,il mio problema riguarda invece le illustrazioni.Per come è strutturato il mio racconto, direi che si rendono necessarie.Sono disegnate di mio pugno e rielaborate con paint. Chiaramente presentano imperfezioni ,non sono un grafico.Vorrei anche
    sapere se le case editrici accettano le illustrazioni e se vanno anch’esse numerate.

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    1. Gianluca (Autore Post)

      Ciao! Non ho motivo di credere che le case editrici rifiutino le illustrazioni. Riportalo nella sinossi e non dovrebbero esserci problemi!

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